il fenomeno Trump

Donald Trump

Donald Trump

Pur non condividendo integralmente il sotto riportato punto di vista di Gian Ruggero Manzoni, lo condividiamo abbastanza per poterlo ribloggare così com’è, limitandoci a sottolineare che il fenomeno Trump altro non è che l’ennesimo sintomo dell’inizio della fine del dannato politically correct che, proprio a partire dal 1964 in Usa e dal 1968 da noi, ha afflitto e continua ad affliggere la vita – quando addirittura non ne razionalizzi surrettiziamente ( leggi giustifichi) la morte prossima ventura in seguito a questa dissennata invasione – di molti se non di tutti noi.

Una mente quel tanto utopica e idealista, rivolta a un futuro rose e fiori (ma fuori, totalmente, da spazio e tempo), avrebbe puntato su Sanders (dei 3, indubbiamente quello che mi sta più simpatico) quale Presidente degli USA, ma vivendo nel 2016, nel mondo del 2016, in cui non si possono fare previsioni dalla mattina al pomeriggio, visto che la mattina si può essere vivi, mentre il pomeriggio no, gioco la carta della mente folle e, in base a ciò che Trump sta dicendo, punto su di lui e spero che sia lui il futuro Presidente degli USA – la Clinton, fredda, opportunista, ora anche malandrina, come il resto del suo partito, già da tempo l’avrei mandata in Afghanistan a tentare di convertire i Talebani al capitalismo liberista plutocratico … e mi sarei goduto la scena.

Bene, prima che si alzi il coro dei soliti… fuori dal mondo come Sanders… perché spero che Trump vinca le elezioni? Non certo per tutte le cavolate che dice, più o meno legittime per un americano tutto cazzotti, colt e viva i bianchi (anche se riguardo la questione islamica … beh, forse non ha tutti i torti), ma quanto perché, a sentire lui, vuole tornare a una politica isolazionista, pensare alle faccende interne USA, chiudere le frontiere, cioè tornare a un centinaio di anni fa, quando gli USA non erano il neo Impero Romano di oggi, e dirò ancora di più e meglio: perché ha detto che rivedrà i rapporti con UE e NATO, facendo intendere che vorrebbe lasciare l’Europa al suo destino. Questo è il punto focale della faccenda, questo è il perché voterei Trump, se potessi, e perché tifo per lui.

In breve, se gli USA dovessero dire ciao all’Europa, questa finalmente, dovrebbe pensare a se stessa senza dover passare da Washington … e ciò, per un fervente europeista come il sottoscritto (Eurocentrico alla Carlo Magno), sarebbe MERAVIGLIOSO! Finalmente, dopo 71 anni, ritorneremmo padroni del nostro continente e, le signore me lo permettano, oltre a poterci alleare con chi ci pare (le mie simpatie per Putin le conoscete tutti), dovremmo ritirare fuori le palle… per chi, le palle, in questo continente, le ha ancora, e, forse, smetteremmo di cacciare i Pokemon per dedicarci a un qualcosa di ben più salutare per noi: salvaguardare il nostro domani e quello dei nostri figli, baionetta fra i denti. Grazie a tutti … e stringiamo le dita.

Dimenticavo. Logico che tipi come Trump, all’occorrenza, potrebbero buttare anche le atomiche, ma, infine, tra un mondo e un’ Europa e un’Italia come queste e il pericolo che un Trump le butti, beh, almeno io, accetto il rischio, così da potercela giocare senza più talloni stranieri sul collo a cui dover rendere conto. Forse così e nel vero si potrebbe andare agli Stati Uniti d’Europa, e a politiche uniche, e a reazioni, uniche, rivolte nei confronti di coloro che già stanno azionandoci contro (e invadendoci). Altra dimenticanza … ciao alle guerre USA. Qualora dovessimo fare delle guerre sarebbero targate Europa e finalizzate ai nostri interessi, non a quelli degli americani. Buona giornata a tutti … e riflettete sempre” – Gian Ruggero Manzoni

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2 risposte a il fenomeno Trump

  1. Sabrina alta densità ha detto:

    ” Essere noto al di fuori delle relazioni spettacolari equivale già ad essere noto come nemico della società” – Guy Debord

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