Brexiterrorismo

Analisi condivisibile ma non del tutto… continuare ad appellarsi al capitalismo come sorta di entità immanente… piuttosto che all’egoismo come impulso predatorio tipico degli umani… e non esclusiva caratteristica di un’unica classe… quella dei capitalisti appunto… un dato antropologico fondamentale del tutto sfuggito a Karl Marx… che ha finito per invalidare lo stesso marxismo… anche se quest’ultimo più volte dato per spacciato… continua a essere riproposto come ideologia e/o come religione… contro le quali si può poco per non dire niente…

 

Mauro Poggi

A mano a mano che l’appuntamento referendario inglese si avvicina le grida d’allarme sugli effetti dell’eventuale Brexit diventano sempre più numerose, sempre più scomposte, sempre più apocalittiche. Gli scenari evocati hanno tutti un accento millenarista, che siano di tipo economico o politico-ideologico.

Per questi ultimi si va dalla fine della civiltà occidentale al rischio di guerre europee, quando non mondiali, e davanti ad affermazioni così deliranti la logica resta spiazzata, il pensiero ammutolisce.
La formula “civiltà occidentale” esprime un concetto troppo generico per poterla utilmente usare in un discorso, se il discorso vuol essere serio. Una civiltà è caratterizzata da un insieme disomogeneo di valori e disvalori, spesso in conflitto fra di loro, e la prevalenza degli uni rispetto agli altri a un dato momento ne definisce la qualità e la vocazione regressiva o progressiva.

Per esempio sono valori la solidarietà sociale e la democrazia parlamentare sanciti dalle costituzioni antifasciste…

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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3 risposte a Brexiterrorismo

  1. Mauro Poggi ha detto:

    Caro Aldo, è ovvio che la pulsione predatoria è tipica di tutti gli umani e non solo della classe al potere.
    Del resto è proprio la necessità di contemperare in qualche modo questa pulsione con l’esigenza opposta che ha l’uomo di vivere in società con i suoi simili a produrre da sempre i sistemi politici, cioè i sistemi di potere: ognuno più o meno coercitivo, ognuno con la propria idea di giustizia sociale, di idonea distribuzione della ricchezza, quindi dei diritti/doveri; in breve: la propria ideologia giustificativa.
    Il capitalismo nasce come sistema di produzione e si sviluppa come sistema di potere. La sua ideologia giustificativa è diventata oggi il pensiero dominante, e quanto alla sua la sua immanenza essa è la stessa di tutti i sistemi che lo hanno preceduto.
    Alcuni credono che con il crollo del sistema sovietico il suo trionfo è diventato totale, comportando di fatto “la fine della storia”, l’idea cioè che nessun altro sistema potrà più succedergli perché questo è il migliore dei sistemi possibili – per dirla alla Panglos (o il peggiore salvo tutti gli altri, per dirla alla Churchill).
    Personalmente non condivido questa convinzione. Forse nasce dal sentimento suprematista a cui noi occidentali ci ostiniamo ad appigliarci, più o meno consapevolmente (è il nostro sistema, quindi non può che essere il migliore e l’unico); oppure dall’appartenenza di classe, se si appartiene alla classe che il sistema protegge; oppure ancora dalla nota sindrome di Stoccolma, per cui la vittima è solidale con il proprio aguzzino.
    Ritengo che il capitalismo, come sistema di potere, produca soluzioni altamente insoddisfacenti. Se questo è vero allora è destinato a essere superato, né più né meno che i sistemi che lo hanno preceduto. La storia ci sorprenderà ancora.

  2. aldoricci ha detto:

    … ammesso e non concesso che la Storia ci sorprenda ancora… magari quando noi due saremo morti… ti consiglio un antidoto radicale al marxismo morto ma ancora insepolto… ed è L’unico che è anche l’unico ma fondamentale libro di Max Stirner… considera che quando uscì… Marx & Engels scrissero un tomo altrettanto corposo per controbatterlo… senza però riuscirci… almeno secondo il mio punto di vista… buona lettura

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