geni unici / Paolo Poli

 

Paolo Poli

Paolo Poli

L’attore, autore e regista Paolo Poli è morto ieri, 25 marzo 2016, all’età di 86 anni. Era un genio assoluto della parola e del gesto. Io l’ho incontrato per la prima volta ben 50 anni fa, quando, con l’amico Pietro Doriano, appassionato di teatro e di letteratura francese, andammo a vedere un suo meraviglioso spettacolo che univa intelligenza, musica e ironia, una festa per gli occhi e per il cuore. Ancora ricordo il tema di alcune canzoni di quella serata memorabile: “Oh che ardore le calze nere, oh che ardore, oh che passiòn!” oppure “Bell’italiano portami via”. Tutto condito dalla ripresa periodica del classico motivetto “It’s a long way to Tipperary, it’s a long way to you”. Nel camerino, dopo lo spettacolo, Paolo Poli ci intrattenne affettuosamente con la sua voce dolce e fiorentina e si dimostrò sinceramente entusiasta quando gli dicemmo che, pur giovanissimi, avevamo fondato l’associazione “Amici del Teatro Nuovo” per mettere in scena al Teatro di Corte di Napoli un esperimento di teatro totale, usando una versione originale dell’“Improvviso dell’alma” di Eugène Jonesco, incoraggiati dallo stesso autore (di Jonesco conservo ancora una bella dedica a penna su un ritratto a matita che gli avevo fatto). In Paolo Poli e in Carmelo Bene, che aveva appena debuttato a Roma, noi giovani vedevamo allora gli unici veri innovatori del teatro italiano, bloccato da troppi anni tra il sinistro impegno malamente ispirato al grande Bertolt Brecht e i polpettoni paracattolici alla Diego Fabbri. Molto tempo dopo, armato di queste memorie, fu con vera gioia che pubblicai sul n.2 di FRIGIDAIRE, dicembre 1980, “Associazioni automatiche” una singolare intervista con Paolo Poli, in cui il suo finissimo genio si esprimeva con illuminanti commenti su una serie di parole suggeritegli, quasi piccoli temi, dalla nostra Laura Terzoli. Le parole erano Gigolò, Liberty, Amici, Paura, Paradosso, Fantascienza, Pubblico, Balilla, Peccato, Balia, Cabaret, De Sade, Favole, Mamma, Travestimento, La Gioconda, Sesso, Mistero, Reazione, Limbo-Purgatorio, Terrorismo, Fumetti, Lusso-Miseria, Evoluzione-Devoluzione. Un testo, il suo, che andrebbe riletto oggi per meglio capire la relazione profonda tra il teatro, la letteratura, l’ironia e la storia umana. Tra l’altro l’intervista fu impaginata da un altro genio, Stefano Tamburini, che usò come illustrazioni, oltre a un elegante nudo dello stesso Poli, slanciato come una danzatrice, alcuni splendidi quadri di Tamara de Lempicka, ambiguamente sospesi tra cubismo aristocratico e ironico neoclassicismo per salotti milionari” – Vincenzo Sparagna, Il genio unico di Paolo Poli, Frigidaire 2016

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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Una risposta a geni unici / Paolo Poli

  1. Pasquale Gallo ha detto:

    Elegante e garbato nei modi e nel parlare. Sapeva essere “cattivo” senza alzar mai la voce.

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