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Frigidaire

by Marc Caro

CULTURA E TERRORISMO ISLAMICO” di  Vincenzo Sparagna direttore di Frigidaire e il Nuovo Male

Da qualche tempo la nuova fantomatica trovata per combattere il terrorismo islamico, che oggi, martedì 22 marzo 2016, ha nuovamente colpito senza pietà tanti innocenti in Belgio, è quella di investire oltre che in sicurezza, anche in cultura. Lo ripetono come un mantra il presidente della Repubblica, il capo del governo e molti altri. Ovviamente maggiori investimenti sulla cultura (che al momento si vedono poco) sono sempre una buona cosa. Se invece di buttare miliardi in opere inutili, strade superflue, orribili edifici costruiti e abbandonati ecc., gli stessi soldi venissero impiegati per borse di studio, facilitazioni per i giovani più poveri, lotta all’abbandono scolastico, sostegno alla ricerca scientifica, tutta la società ne trarrebbe beneficio. Ma relativamente alla lotta al terrorismo islamico bisogna dire con chiarezza che parlare di cultura in generale non vuol dire niente. Vi è infatti una cultura critica verso gli integralismi religiosi, ma vi è pure una cultura prigioniera del misticismo. Basti pensare alla differenza abissale tra una scuola laica che cerca di educare gli individui a pensare con la propria testa e una scuola musulmana o una màdrasa che basa ogni suo insegnamento sul Corano. Dunque la questione non è parlare di cultura in astratto, ma chiarire quale cultura si intende. È facile prendere le distanze dai terroristi kamikaze, molto meno contrastare il brodo di coltura in cui crescono e si moltiplicano, ovvero l’ideologia religiosa islamica. Eppure se in occidente si sono affermati i diritti umani è stato perché gli illuministi non hanno esitato a sbeffeggiare l’ortodossia religiosa cristiana. La stessa durezza critica dovrebbe essere praticata oggi contro il misticismo musulmano, gli ambigui precetti del Corano, la barbarie della sharia. Una volta questa “lotta ideologica” contro ogni tipo di oscurantismo religioso era da noi un aspetto fondamentale della politica e dell’educazione, adesso si ha paura perfino di pronunciarsi sui dogmi dell’Islam, preoccupati di non cadere nella temutissima islamofobia (malattia considerata molto più letale della cattolicofobia). Invece è proprio su questo terreno che la moderna società multiculturale vivrà o morirà, perché non ci sono più popoli lontani che abitano ignoti deserti, ma solo cittadini di uno stesso mondo e i fanatici assassini vivono nei nostri stessi quartieri. Insomma una cosa è lasciare ciascuno libero di credere a quello che vuole, altro è cadere nel relativismo assoluto per cui si tollera qualunque aberrazione in nome del rispetto delle culture diverse. Certo la speranza è che la critica ai dogmi coranici venga anche dagli intellettuali di origine musulmana, ma non è esclusivamente affar loro o del mitico Islam moderato. Vincere il feroce terrorismo jihadista è impossibile senza combattere l’idea stessa della guerra santa e l’identità musulmana tra legge e religione, perché il Corano è solo il libro di un antico profeta, pieno di saggezza come di orrori, e non l’ultima “parola di Dio” – Vincenzo Sparagna

Aldo Ricci … da islamofobico reo & confesso non posso che esprimere una condivisione relativa… invitando Vincenzo Sparagna a essere più diretto… senza innestare la marcia indietro… rispetto a precedenti dichiarazioni più coraggiose… lo richiede il momento… “un momento” che si dilaterà a lungo…

Vincenzo Sparagna  Caro Aldo, il discorso è complicato, ma mi sembra di essere stato abbastanza chiaro. Come ho già detto molte volte, senza una critica radicale ai fondamenti ideologici dell’integralismo jihadista la lotta a questi fanatici assassini è impossibile. Essi, come ha dimostrato anche l’arresto di Salah a Bruxelles, vivono nelle comunità islamiche occidentali più o meno radicalizzate, come invisibili pesci in un acquario torbido e inquinato. Inoltre questi pesci ricevono alimento continuo anche pratico, da una rete internazionale wahhabita molto potente e ricca. Basta pensare al ruolo dell’Arabia Saudita o della Turchia nel sostegno militare all’Isis. Purtroppo l’occidente non solo è accecato all’interno dai tanti imbecilli politici che si rifiutano di vedere il rapporto, pur evidente, tra l’ideologia salafita e il terrorismo, ma è pure irresponsabile e suicida sul piano esterno, visto che continua a non impegnarsi per schiacciare la testa del serpente, e soprattutto insiste a vendere armi proprio ai paesi che le usano nella loro guerra santa globale per procura.

 

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