laicità laicità laicità

John Kerry nel boudoir del saudita Re Salman

John Kerry nel boudoir del saudita Re Salman

Nicola Mente ha intervistato Fulvio Scaglione direttore di Famiglia Cristiana. Dell’intervista apparsa ieri su gli Stati Generali, riportiamo l’ultima parte relativa alla laicità.

Parlando di Russia, Famiglia Cristiana in questi ultimi tempi ha assunto posizione spicco nel resoconto della situazione Medio Oriente, mentre i detrattori la descrivono come un filo russo coniando l’attacco con l’epiteto Famiglia Putiniana. Come sente di rispondere?

»Personalmente sono molto affezionato alla Russia semplicemente perché ci ho vissuto, parlo russo, l’ho iniziato a studiare ai tempi dell’università, quando c’era ancora l’Unione Sovietica e non esistevano facili opportunità per trasferirsi a lavorarci. Putin quindi non c’entra niente, basti pensare com’è stato trattato il ‘democratico’ Eltsin, nonostante fosse benvoluto dall’occidente, ora però ci chiediamo il perché della recrudescenza del nazionalismo russo. La domanda molto diretta che dovremmo farci è: ci piace il Medio Oriente così com’è? Ci piacciono i risultati ottenuti da operazioni come la guerra in Iraq? A me no, dunque il passo successivo è quello di cercare varianti, che sono molto diverse dalle alternative. L’alternativa non esiste, trovo sia ridicolo contrapporre gli Stati Uniti alla Russia. Se si è laici e quindi sprovvisti di alcuna visione fideistica a una corrente credo si debbano riconoscere alcune evidenze

Quali, ad esempio?

«Ad esempio è ridicolo che noi ci facciamo mille problemi di democrazia che si addentrano in ogni questione e al contempo andiamo a braccetto dell’Arabia Saudita. Renzi poco tempo fa è andato in visita ufficiale a Riyad tornando entusiasta per accordi vari, la stessa cosa fece il francese Valls, intanto una nazione come l’Arabia Saudita che conta circa 20 milioni di abitanti è al primo posto al mondo per acquisto di armi, tant’è che ci si chiede dove possano metterle, tutte queste armi. Al quarto posto ci sono gli Emirati Arabi Uniti – 9 milioni di abitanti. Se non ci interessa la democrazia diciamolo, addiveniamo alla convenzione che tutti gli stati e le potenze hanno degli interessi e non dei sentimenti, hanno degli obiettivi concreti e non degli ideali, e allora tutto diventa più chiaro. Questa finzione per cui noi facciamo cose a fin di bene e gli altri fanno delle cose quando sono cattivi può andar bene fino a che si compiono i 18 anni, poi dopo aver preso la patente bisognerebbe cercare un diverso approccio, altrimenti valgono anche Babbo Natale e Cenerentola. Un altro è quello della proroga delle sanzioni alla Russia emanata con un atto burocratico e senza alcun tipo di concertazione che, al netto di tutte le opinioni che si possano avere sulla Russia, non è un’azione contemplabile. Come se fosse il prezzo delle barbabietole, o un contratto di un telefonino regolato dal silenzio/assenso.»

Riesce a darmi una valutazione dello stato della stampa italiana nei confronti della faccenda?

«Io non credo che la questione sia circoscrivibile ai giornali e alla stampa italiana, al netto di una storica scarsa propensione ad occuparsi di faccende estere. Credo piuttosto stia succedendo ciò che è sempre successo nel corso del cammino umano, ossia il topos secondo cui la storia viene scritta dai vincitori e non solo, viene fatta mandare a memoria ai vinti, è sempre andata così. Io sono cresciuto guardando i film western in cui la Shoah dei nativi americani viene raccontata come il progresso della civiltà: questa è la narrazione dei vincitori, i vincitori ci spiegano il loro punto di vista, e il loro punto di vista diventa unico. D’altra parte i romani erano soliti informare delle proprie battaglie usando e tramandando il proprio resoconto. Pensiamo anche al fatto che la Seconda Guerra Mondiale per come la conosciamo noi in Russia non esiste, esiste invece per loro una Grande Guerra Patriottica, come se l’avessero fatta solo loro. Se poi si vanno a vedere le statistiche si scopre che otto soldati nazisti su dieci sono stati ammazzati dai russi. Con questo non dico di avere alcun orientamento fideistico, l’unica cosa che però rivendico è quella di avere un approccio laico agli avvenimenti evitando salire sulla barca della narrazione che ormai fa acqua da tutte le parti. Perché non si capisce nulla della situazione mediorientale se si è costretti a inseguire favelle come quella dell’esportazione di democrazia o quella dello scontro tra religioni e culture.»

In mezzo a questo teatro che ruolo può giocare l’Italia?

«Prendendola alla lontana, uno dei problemi che credo abbia l’Europa è il successo della Germania. Tutti la accusano di fare i suoi interessi vessando gli altri stati. Al di là di considerazioni più grandi su evidenti disfunzioni in seno al concetto politico di Europa che ha prodotto un’ameba politica incapace di determinare nulla di costruttivo né all’esterno e né al suo interno, il successo dei tedeschi è arrivato anche grazie all’anticipata serie di riforme varate alla fine della cancelleria Schroeder e mantenute da Angela Merkel. Tali riforme, anche dure da digerire, hanno però rilanciato l’economia della Germania rendendola un paese capace di sopperire da solo alle manchevolezze degli altri. Insomma, a forza di veder te crescere e gli altri deperire può capitare che ti sovviene la voglia di fare da solo. In Italia non si sono viste né ripresa e né rilancio, ed è evidente come la situazione di profonda precarietà renda il paese poco forte e poco credibile in sede internazionale, è un processo scontato. Un’altra testimonianza è la crescita diplomatica della Polonia di pari passo con la sua spinta economica, nonostante a me non piaccia quello che sta accadendo lì. Basti pensare che quando Renzi ultimamente ha polemizzato con la Germania per la vicenda del gasdotto del nord e sulle sanzioni alla Russia, aveva ragione. Il problema è che, come diceva Andreotti, non basta aver ragione ma devi trovare qualcuno che te la dà

Difficile trovare qualcuno disposto a investire dove non si fattura. Questo mi sta dicendo?

«Dico e ripeto che c’è bisogno di approccio laico. Abbiamo capito che la democrazia non è il punto, come non lo è la religione. Il punto è la politica, dunque bisogna tornare alla politica. Tornare alla politica significa riconoscere che ogni attore in campo si muove secondo interessi propri, ma significa soprattutto abbandonare narrazioni e iniziare ad avere anche interessi propri. Quale può essere il nostro interesse se non quello di voler vedere e vivere un mondo differente da questo, migliore per tutti, qualunque idea ciascuno di noi possa coltivare?»… leggi tutto il resto

Annunci

Informazioni su aldoricci

"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
Questa voce è stata pubblicata in bersagli, encomi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...