la satira è una cosa seria

Aldo Ricci & Vincenzo Sparagna ph Sabrina de Gaetano

Aldo Ricci & Vincenzo Sparagna ph Sabrina de Gaetano

Il reportage di Leon Benz apparso su Vice con il titolo Quello che resta di Frigidaire, è forse il pezzo più obiettivo ed esaustivo che fino a oggi abbiamo avuto modo di leggere e di vedere, le photos sono di Giacomo Ficola, sulla straordinaria avventura multimediale  e s/torica di Vincenzo Sparagna et affini – tra quest’ultimi c’è anche il titolare di questo blog – di cui di seguito riproduciamo il paragrafo in cui Sparagna delinea l’esiziale differenza tra satira marginale e satira ufficiale o cortigiana che dir si voglia.

A proposito di ‘cedere’ – chiede a un certo punto Benz a Sparagna – com’è cambiato il modo di fare satira negli ultimi decenni?”

Mah sai – gli risponde Sparagna – la satira nata una quarantina di anni fa con il movimento del ’77 era autonoma rispetto a tutto il sistema della comunicazione. Rispetto a quella satira gli unici rimasti coerenti con la sua filosofia di fondo siamo noi. Quando non dipendi da nessuno ti puoi permettere di essere sarcastico, ironico ma soprattutto veritiero verso tutti. Quando nessuno ti rispetta per convenienza o complicità, puoi permetterti di non rispettare nessuno. Il satiro non può che essere un marginale geniale. Certo esiste anche una satira più ufficiale, una satira che non esito a chiamare cortigiana. La vignetta del quotidiano X fa parte del quotidiano in sé. Capisci che intendo? Un mio vecchio amico de Il Male ad esempio è uno dei redattori de Il Foglio e lì pubblica le sue vignette. Quando lo critico per essersi fatto fare prigioniero dalla stampa imperiale, si giustifica dicendo ‘nessuno mi censura’. Non capisce che il problema non è la censura, è che stai dentro un sistema, sei parte di un discorso gestito da altri, ti sei ridotto al ruolo del giullare di corte. Tu disegni la tua vignetta, ma il discorso è gestito da altri, sei la loro parentesi comica. Come quando Santoro chiama l’insopportabile Vauro e gli dice ‘adesso facci ridere!’ Una cosa triste, anche perché da un punto di vista satirico serio… fa più ridere Santoro che Vauro“.

Raccomandandovi di leggere da cima a fondo il pezzo di Leon Benz e di conservarvelo bene in mente, nella vostra memoria e/o in quella del vostro computer, per evitare di dovervi leggere svariati coccodrilli di maniera che i media italioti vi proporranno & riproporranno a stufo e a stanco a Sparagna morto, per salvare le loro coscienze dal non aver riconosciuto in tempo un talento d’eccellenza che – come quasi sempre accade in questo ex bel paesino perennemente attardato nella contemplazione delle proprie mediocri terga – ottiene il dovuto riconoscimento solo post mortem…

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2 risposte a la satira è una cosa seria

  1. Vincenzo Sparagna ha detto:

    Caro Aldo, mi piace molto il titolo che hai dato a questo tuo intervento, cioè “la satira è una cosa seria”. Mi pare colga pienamente il senso delle mie parole al bravo Leon Benz di Vice. Perché nella comunicazione artistica o giornalistica la “serietà”, anche del riso, è fondamentale, altrimenti tutto si scioglie nella inutile chiacchiera o nella sterile esibizione salottiera. D’altra parte la mia/nostra autonomia di principio, questo porsi fuori del coro per cercare di guardare alle cose e agli eventi senza maschere ideologiche politiche o religiose, è la stella polare per conservarsi onesti nel giudizio e nell’espressione. Voglio anche dire che il gusto della libertà, che Aldo Ricci condivide con me da sempre, è più gratificante di qualsiasi riconoscimento. Per quanto mi riguarda sono felice di essermi mantenuto estraneo al triste universo degli impiegati della menzogna, che si vendono per qualche dollaro in più, ma ignorano l’impagabile allegria della sfida e dell’avventura.

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