eja eja allah

from Frigidaire su fb

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Vincenzo Sparagna, in seguito agli avvenimenti parigini, ha pubblicato un post su facebook condivisibile o meno, come qualsiasi opinione espressa a caldo e al freddo degli innocenti sterminati come topi nel centro della ville lumiere capitale della Rivoluzione francese, che l’Italia non ha emulato per la semplice ragione che gli italioti, un popolo per lo più privo di coraggio civile & virile e dunque vile, i quali italioti si sono sempre distinti per le loro contro/rivoluzioni come la Controriforma, la mancata ( ritardata e compromessa rivoluzione) industriale e liberale, alla quale i medesimi si peritarono di correre ai ripari contrapponendovi prima il fascismo e poi un comunismo verboso che fece incazzare persino Lenin –  visto & considerato che questo è pur sempre il paese degli effetti e mai quello delle cause, come Beppe Grillo, mai smentito, docet.

Il post di Vincenzo – con lui condividiamo un’amicizia che dura da lustri, nonostante lui sia sempre stato comunista e noi (plurale maiestatis) eterni e perduti liberal – essendo stato questo post steso a caldo e ordunque de panza, e che quindi, pur prestandosi a giustificate critiche, certo non giustifica il disirispetto dei tanti troll e/o presunti e sedicenti amici & conoscenti di Sparagna che hanno letteralmente massacrato il direttore di Frigidaire, per anni l’unica testata non sovvenzionata et allineata al Potere Italiota ( un po’ come l’attuale Fatto Quotidiano), che ha avuto l’oggettivo pregio di crescere non meno di un paio di generazioni a pane & Frigidaire, come ci è stato detto e ripetuto nei più svariati consessi.

Quanto sopra non tanto per introdurre alla lettura del post in discussione, ma piuttosto per introdurvi agli indegni commenti – per un paese civile e l’Italia non lo è – rivolti a Vincenzo Sparagna, e dei quali commenti, per lo più dementi, raccomandiamo la lettura perché dimostrano ancora una volta che in quest’ex bel paesino dominato dalla sindrome di Caporetto, si è sviluppato a mo’ di cancro, un vero & proprio  fascismo dell’antifascismo, che per esempio ha fatto scrivere ad Alessandro Gori, in arte Lo Sgargabonzi, le due seguenti esilaranti battute:

Ma però questi partigiani…” –  “Fascista!”

Ma questi islamici…” – “Razzista!”

In attesa che dall’attuale complesso di avvenimenti si palesi un vincente qualunque sia, nei confronti del quale la stragrande maggioranza degli italioti correrà subito in soccorso, sempre che un repentino capovolgimento di fronti non li costringa a rinnegare e a tradire gli ennesimi alleati in un tempo massimo di 24 ore, vi invitiamo finalmente a leggere il seguente post e, sempre abbiate le palle o le ovaie al loro posto, persino a commentarlo. Visto & considerato che, parafrasando Cioran, al cospetto di cotanti dementi, la parola sterminio è l’unica che ci viene in mente.

JE SUIS PARIS
di Vincenzo Sparagna, direttore di FRIGIDAIRE e IL NUOVO MALE.

“Lo so, la formula è sempre la stessa, ripete l’unanime “je suis Charlie” di un anno fa, il celebre “ich bin berliner” di John Kennedy davanti al muro, il cinematografico “I am Spartacus” di Stanley Kubrik, ma è giusto ripeterla oggi per esprimere lo sdegno e la partecipazione al dramma che ha vissuto stanotte la cara città di Parigi. Una città non solo meravigliosamente bella, ma accogliente verso gli esuli, orgogliosa della sua storia rivoluzionaria, da due secoli avanguardia nella lotta per un mondo di liberi, eguali e fratelli. In questa viva culla di civiltà come nelle morte vestigia classiche di Palmira, indifferente ad ogni umanità passata e presente, il fanatismo islamico ha compiuto stanotte l’ennesima strage, tanto più mostruosa in quanto totalmente insensata. Vi è infatti un progetto folle alla base dell’orrore targato Isis, Al Qaeda o Boko Haram: è l’idea di una jihad globale che vede il diverso da sé come una bestia da destinare al macellaio halal. Non conta se a morire straziati siano bambini o donne, giovani o vecchi, sciiti o atei, ebrei o cristiani. Il nemico è chiunque non rispetti nel suo vivere i precetti barbari di un testo scritto 14 secoli fa nel deserto arabico da un sedicente profeta di Dio che proietta ancora la sua lugubre ombra sul mondo intero. Perciò il sangue viene versato con demoniaca indifferenza nei boulevard di Parigi come nelle strade d’Israele, dove il fanatismo jihadista, che da decenni condanna i palestinesi all’esilio in casa, ha scatenato negli ultimi tempi la hitleriana intifada dei coltelli con lo slogan “ammazza un ebreo”. Una guerra religiosa che gli europei (e la sinistra europea in particolare) si rifiutano di capire. Nella loro “razionalità” non vedono che il carattere specifico di questa guerra è che il fine non conta nulla. L’obiettivo non è la liberazione dei luoghi santi o l’indipendenza dei palestinesi. La guerra religiosa trova la sua motivazione in se stessa. Non a caso i suoi soldati sono tutti potenzialmente suicidi, aspirano a morire per raggiungere il paradiso di Allah. E l’islamismo omicida crede davvero ai versetti del Corano su questo aldilà ridicolo, pensato per l’antica gente del deserto, dove scorrono fiumi e ci sono alberi, all’ombra dei quali fanciulle meravigliose servono ogni martire come fosse un ricco califfo… Ecco perché con questi adoratori della morte che uccidono innocenti nel nome di Dio ogni dialogo è impossibile. Bisogna semplicemente sterminarli, in modo che gustino al più presto l’agognato martirio. Nella speranza che non il mondo si converta all’Islam, ma l’Islam trovi in qualche modo la forza di rinnovarsi per convertirsi al mondo” – Vincenzo Spargana
http://www.frigolandia.eu

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3 risposte a eja eja allah

  1. Vincenzo Sparagna ha detto:

    Un grazie ad Aldo Ricci per aver condiviso il mio intervento “a caldo”, che tuttavia letto “a freddo” continuo a sottoscrivere completamente. Purtroppo troppi europei, non solo italiani, non riescono neppure a concepire che sia in corso una nuova forma di guerra religiosa di sterminio, allo stesso modo in cui troppi europei non capirono che il Mein Kampf di Hitler non era solo un libro di propaganda nazionalista e antisemita, ma un preciso, per quanto folle, programma politico e criminale. Questa cecità, oggi come allora, genera un apparente “pacifismo assoluto” molto popolare specie a sinistra, che è tuttavia di fronte al nuovo nazismo religioso solo una manifestazione della pericolosa vigliaccheria di un occidente smidollato e corrotto. Aver cercato la pace “a tutti i costi” condusse il mondo nel 1939 a una guerra che fece in sei anni molte decine di milioni di morti. A cosa porterebbe il pacifismo attuale “a tutti i costi” non voglio neppure pensarlo.

  2. sgargabonzi ha detto:

    E’ sempre un onore essere citato da lei, esimio Ricci!
    Però per dovere di precisione era la semplice parola “NAPOLETANI”, scritta maiuscola in uno status senza altre parole intorno, a farmi tacciare di razzismo e a farmi segnalare.
    Se avessi scritto “ASTIGIANI” non sarebbe mai accaduto!
    Purtroppo la gente sono delle merde.

  3. Vincenzo Sparagna ha detto:

    Caro Aldo,
    ho visto e ti ringrazio. Purtroppo il livello di pressappochismo, ignoranza, malafede e stupidità è pazzesco, non solo nei commenti barbarici di facebook (che è una nota palestra per le sciocchezze di chiunque), ma in quelli pseudoinformati dei talk show e dei giornali.
    Sembra una gara a chi scrive/dice più idiozie… e mi domando perfino che senso ha contestarle o deriderle visto che è come gettare semi in un deserto sterile.
    Un abbraccio, Vincenzo

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