arte in pillole

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Siamo qui a sottoporvi un’operazione non comune nei ristretti ambiti dell’arte con/temporanea così/detta. Chi non abbia praticato anche a diverso titolo – da artista, da critico, da organizzatore culturale, da comunicatore, da gatekeeper (guardiano delle porte d’accesso, ndr), da business man  or woman o così-così & chi più ne ha più ne metta –  magari anche soltanto per un periodo breve,  il milieu degli ad/detti ai lavori del mondo dell’arte con/temporanea sedicente aperto, ma in realtà rinserrato, auto/referente, supponente & via discorrendo, non può avere nemmeno la  pallida idea della noia mortale, della ristrettezza mentale e della mentalità burocratica (specialmente in ambito italiota), cui deve sottoporsi obtorto collo l’ultimo venuto, persino nel caso che quest’ultimo sia un potenzialmente Grande Artista, figurarsi per quelli che grandi non saranno mai…

Per altri versi, invece, il mondo dell’arte con/temporanea è simile a quello della formula 1 > pochi assi incensati come divi pagati come cresi e la moltitudine frustrata degli aspiranti tali. Visto & considerato che il mondo F1 e il milieu  con/temporaneo sono accumunati dal comun denominatore: la smodata ricchezza. Come dire che se non sei abbastanza ricco per sfasciare un numero imprecisato di super car, non riuscirai mai a infilare le chiappe su una F1. Come non riuscirai mai ad essere considerato un grande artista, a meno che tu non disponga di denaro sufficiente per pagare torme di grafici, informatici, pr, pubblicitari, agenti, galleristi, critici & chi più ne ha più lor lo metta.

E’ vero o non è vero che tipi alla Cattelan sono affiancati, al di là e al di qua del loro intrinseco valore, da decine di addetti al loro servizio?Con un differenza esiziale.

Mentre in F1 vincono comunque i migliori, ai vertici istituzionali e soprattutto mercantili dell’arte con/temporanea, la meritocrazia non rientra necessariamente nel menù. Che dire infatti di personaggi come Hirst o come Koons o come Jota Castro il quale, durante una conferenza al Centro Pecci per l’arte con/temporanea in quel di Prato, è venuto a raccontarci che oltre a curator nonché consigliori del governo svizzero e di alcuni altri government che qui non stiamo a nominare, lo Jota figura persino come artista-autore & viceversa, di un’eccelsa opera – della quale ci è sfuggito il titolo e ce ne scusiamo –  in cui l’artista riporta fedelmente alcuni nomi di noti figli di puttana; opera venduta a 1,500 milioni di US dollars. Talmente richiesta che certuni figli di puttana doc, inopinata/mente esclusi dall’opera,  supplicarono il Jota di realizzarne almeno altre due. Ma il Jota Castro – un nome e un programma – a mò di un novello Toscanini, ha affermato d’aver rifiutato bis e le repliche successive.

Questa breve nota (sic!), che promettiamo di ampliare in questa e in altre più ragguardevoli sedi, giusto per confermare quel che Jerry Saltz, critico del New York Times, ebbe ad affermare già qualche anno fa: “Il 90% dell’ arte con/temporanea ( lo slash è nostro, ndr) è pessima, il 9% buona, e l’1% favolosa e forse resterà“(Giornale dell’Arte n. 306); e per introdurvi a queste Vitamine energetiche  che Carlo Palli, uno squalo nel senso nobile del termine, nonché titolare della più grande collezione d’arte con/temporanea & contemporanea di Prato – ex città del made in italy tessile, oggi degradata da noti im/prenditori & politici incapaci a sede italiota del made in China pratese – regala a tutti noi (artisti & quant’altri) in contro/tendenza da quanto da noi (siamo in tanti) affermato almeno fin qui…

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Una risposta a arte in pillole

  1. helios2012 ha detto:

    Il pubblico, all’opera d’arte e all’artista preferisce la “storia dell’arte” e “gli artisti”.

    Non bisogna mai scambiare gli artisti per dei modelli, e tantomeno un modello, o una modella, per un artista.

    L’arte riguarda il genio e il suo spazio è quello della verticalità: non si muove orizzontalmente da destra a sinistra, o viceversa, ma si sposta, immobile, dall’alto verso l’alto.

    L’affrettarsi a voler storicizzare “in diretta” l’arte contemporanea e il piazzarla immediatamente nei Musei, nasce dalla paura del giudizio dei posteri.

    frasi di Gino De Dominicis

    Buona giornata! :)

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