Sarà il mio tipo? (pas son genre)

la locandina

la locandina

Lui – giovine filosofo parigino doc sbarca obtorto collo ad Arras, patria di Robespierre e di altri illustri personaggi francesi dove incontra una giovane parrucchiera piena vita. Ancora lui –  alla prima lezione di filosofia del liceo dove è stato esiliato, rivolto a una scolaresca distratta, recita testuale: “Non è vero che la filosofia non serve a niente… serve all’azione… è una faccenda da veri combattenti”…

Per lei – giovane mamma, orgogliosa della sua professione cerca di farne a suo modo un’opera d’arte – Arras e le sue colleghe-amiche, è tutto il suo mondo e le sue letture sono romanzi rosa, rotocalchi & via di questo passo…

Per lui – filosofo in carriera apolitico nonché professore aggiunto presso altra università e ordunque costante/mente intricato nelle sue proprie elucubrazioni e – la provinciale Arras che non arriva a 50 mila abitanti, risulta troppo noiosa tanto e appena può torna nella sua Paris alla sua altobordata famiglia and so on…

Insomma i due finiscono per incontrarsi e se per lui è sesso, per lei è l’Amour con la a maiuscola con quel che ne consegue. E mentre lui, tra una copula e l’altra, la tedia cercando di instillarle l’approccio filo/sofico alla vita (sic!), lei letteralmente lo scaraventa in discoteca in compagnia delle sue deliziose amiche…

Fino alla resa finale che, contrariamente a decine di migliaia di dejà vue in cui inevitabilmente i tanti lui finiscono per lasciare al lor destino altrettante et affrante lei, vuoi per motivi culturali e/o di classe & chi più ne ha più ne metta, la story si conclude in un modo diametralmente opposto a quel che ci si aspetterebbe, invalidando il di lui assunto iniziale e cioè che tutta la filo/sofia di cui è irrimediabilmente pregno, non gli serve a togliere il ragno dal buco in cui lui meme s’è infilato e dal quale presumibil/mente non uscirà vita natural durante & via discorrendo.

Un film colorato e divertente in cui la densa problematica, a differenza di quel che ci passa gran parte del tedioso cinema d’oggidì che ripropone amplificandolo, il tedio di quest’epoca noiosa, sciagurata q.b. – quanto basta  per indicarci happies end affatto scontati come pretenderebbe l’insopportabile et in/sopprimibilissima retorica corrente.

Un film di Lucas Belvaux con Émilie Dequenne, Loïc Corbery, Sandra Nkake, Charlotte Talpaert, Anne Coesens. Titolo originale Pas son genre. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 111 min. – Francia 2014. – Satine Film. Valutazione media: 3,57 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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