la saga del politically correct /3

Frigidaire last cover

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Il Pen Club, il più celebre circolo di scrittori del mondo, ha dato il premio 2015 alla redazione di Charlie Hebdo, per il coraggio con cui ha difeso la libertà di espressione. E questa è un’ottima notizia. Dalla decisione si sono però dissociati 150 scrittori, che hanno abbandonato per protesta l’assemblea di New York, denunciando come “offensive” le vignette del giornale francese. Il fatto è significativo. Rivela come anche nell’ovattato universo degli intellettuali si sia infiltrata la paura delle minacce fondamentaliste. Infatti che significa giudicare “offensive” le vignette di Charlie? Tutto e niente. L’idea stessa è inquietante. Se la letteratura o l’arte vengono intese non come libere manifestazioni del pensiero, ma come potenziali offese a chi ha gusti o convinzioni diverse, il confronto si trasforma in guerra e ogni convivenza diventa impossibile. La differenza d’opinione è il sale della libertà e della dignità umana. Posso non condividere un’idea, ma non posso privare nessuno del diritto di esprimerla. Questo è tanto più vero oggi in un mondo globale che mette in rete miliardi di persone, milioni di comunità, centinaia di migliaia di fedi, progetti e ideologie differenti. Il carattere tragico dell’integralismo islamico è che, come il nazismo, lo stalinismo o il cattolicesimo dei secoli più bui, vuole annientare chi non si sottomette ai suoi dogmi, negando la stessa possibilità della critica (non solo della satira). Non accorgersi di questo progetto totalitario, intrinsecamente terroristico anche al di là dei massacri d’innocenti, è segno di una cecità che può produrre la paralisi di ogni pensiero e in ultima analisi la fine della convivenza umana. Per concludere una nota di colore italiota. Il vecchio Staino, pur di non essere confuso con i libertari di Charlie, ha detto che il premio Pen Club alla rivista francese è una sciocchezza perché le loro vignette sono brutte, sporche e cattive… Ma che c’entra questo discutibile giudizio estetico con un premio dato alla difesa della libertà d’espressione? Niente. È solo l’ennesima idiozia cattocomunista per non schierarsi… Per questo vorrei dirgli affettuosamente: stai sereno Sergio, nessuno ti minaccia, neppure Renzi. Puoi disegnare le innocue cazzate pseudocomuniste del tuo Bobo e vivere contento per altri cento anni. ” – Vincenzo Sparagna, Charlie: il coraggio e la paura

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