Anna Frank

Natalie Portman nei panni di Anna Frank

Natalie Portman nei panni di Anna Frank

All’alba sono venuti i nazisti.
Hanno bussato e io ho aperto loro. Erano già venuti in passato, limitandosi a servirsi della nostra dispensa. Ero pronta ad accompagnarli in cantina, quando mi hanno chiesto di svegliare tutta la mia famiglia. Così ho fatto. E mentre i miei cari erano in piedi, in cucina, confusi, infreddoliti e terrorizzati, i nazisti mi hanno fatto capire che questa volta non interessava loro la nostra dispensa, né i pochi denari che ci erano rimasti e neppure un posto dove nascondersi. Mi hanno invece chiesto qualcosa che proprio non mi aspettavo e a cui non volevo credere: un familiare. Da caricare sul treno dell’indomani per i campi di lavoro. Avrei dovuto indicargli io chi, dei miei cari, li avrebbe seguiti verso un destino forse già scritto.
Gli attimi successivi sono durati in eterno. A testa bassa, fissando le fughe delle piastrelle, le lacrime più amare solcavano le mie guance pallide fino a morire sul colletto della camicetta. Quindi ho alzato la testa, l’ho guardato come non facevo da tanto tempo e ho trovato il coraggio incosciente per sorridergli dolcemente e tendergli la mano. E l’ho chiamato, semplicemente, ‘papà’…”.
Niente di personale, è solo che l’ho visto stanco di questa esperienza familiare. Oltretutto molto debilitato, nonché massacrato dall’anedonìa, dalle pulci dei materassi e pure da una bomba, purtroppo, tempo fa. Lo vedo un po’ a fine corsa insomma. Ultimamente si è anche chiuso in se stesso rispetto al resto del famiglia e spero che questa mia scelta serva a smuoverlo in qualche modo. Ci tengo a dire che non ha niente a che fare con gli screzi avuti in settimana perché ci siamo chiariti. Solo che ormai siamo rimasti in pochi e io chiaramente adesso devo andare per esclusione, tanto che volevo nominarmi io ma mi hanno detto che non è possibile. Quindi alla fine mi sono chiesta: con chi voglio arrivare alla fine di questa maledetta guerra? Beh, è stato chiaro fin da subito: con mio cognato Alfio e col nuovo compagno di mia mamma, il feldmaresciallo Kellerman, che hanno davvero vissuto con me quest’esperienza straordinaria della cattività, dell’olio di ricino e del brodo di corda. E poi papà è un guerriero nato e per affrontare Dachau alla grandissima ci vuole un peso massimo come lui. Ciao papà, ti voglio un bene dell’anima.” – Lo Sgargabonzi

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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2 risposte a Anna Frank

  1. aldoricci ha detto:

    L’ho scoperto oggi grazie a Marco Pace… l’artista… stasera vado alla presentazione di Bolbo, il suo ultimo libro e ti saprò dire…

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