Rachel

Rachel Kushner, author of "The Flamethrowers," with her 1964 Ford Galaxie 500 in an alleyway near her home in Los Angeles

Rachel Kushner, author of The Flamethrowers with her 1964 Ford Galaxie 500 in an alleyway near her home in Los Angeles

Il grande romanzo sugli anni ’70 in Italia lo ha scritto un’americana”– scrive la Repubblica per una volta a ragione a proposito de I Lanciafiamme (Ponte alle Grazie 2014). Il Washington Post non è da meno quando verga:”La Kushner è una superba scrittrice della storia recente, già venti pagine di questo libro garantirebbero un’eccellente carriera a qualunque scrittore”… pardon scrittrice “esaltante – come per una volta perfettamente Vogue – impossibile non essere travolti dalla vitalità con cui l’autrice parla di quel tempo”.

Una celebrazione ordunque in cui per una volta le dichiarazioni dei così/detti media più accreditati (sic!), corrispondono in pieno con il talento, l’intelligenza e, ci si consenta, il fegato di una autrice che nata nel ’68, ha l’ardire di de-scrivere il nostro (sic!) ex bel paesino così: ” l’Italia area depressa (…) una cultura ripugnante, disgustosa(…) troppo provinciale, troppo involuta e familistica (…) le Brigate Rosse(…) non avremmo mai potuto essere come loro. Il nostro percorso non aveva niente a che vedere con rigore e sacrificio personale. E in ogni caso quella gente è leninista. Noi eravamo libertari“.

E ancora: “Sono italiani ed è necessario programmare le cose con mesi d’anticipo e far fronte a un’immensa burocrazia (…) l’Italia era arretrata nel campo dei diritti civili. Il divorzio era legale dal 1974. L’aborto era illegale. Molti striscioni tenuti da donne trattavano il tema dello stupro (…) L’Italia da sempre perdeva il proprio appuntamento con se stessa. Era diventata nazione nel momento sbagliato, e nessuno credeva al Risorgimento. Nord e Sud non erano mai sincronizzati. Le persone avevano le proprie rivelazioni o troppo presto o troppo tardi. Perdevano sempre gli appuntamenti con se stessi. Be’, anche con gli altri”.

Ovviamente ci siamo ben guardati dall’accennarvi alla trama che però potrete trovare nella seguente recensione de Il Manifesto… di parte come sempre, ovvia/mente. (*)

(*) Supervisione della Compagnia dei Derivati Bananiferi Siciliani

 

 

 

 

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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