paura delle donne /4

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da il Fatto Quotidiano > Sudan, Meriam: “Costretta a partorire in carcere con le gambe incatenate”
La donna, condannata a morte per apostasia e poi rilasciata, in un’intervista alla Cnn spiega: “Non so se la mia bambina in futuro avrà bisogno di aiuto per camminare”

Aspetta di partire per gli Stati Uniti nell’ambasciata americana di Khartoum, ancora trattenuta dalla burocrazia del suo Paese. Ma Meriam Yehya Ibrahim – condannata a morte per apostasia, liberata lunedì a seguito dell’annullamento della condanna, riarrestata martedì in aeroporto e nuovamente rilasciata – è preoccupata per la sua famiglia e soprattutto per la sua bimba, Maya, data alla luce mentre era detenuta lo scorso 27 maggio. Nella sua prima intervista dopo la scarcerazione, rilasciata alla Cnn, Meriam racconta di aver “partorito incatenata” lo scorso 27 maggio. “Non avevo le manette – aggiunge – ma catene alle gambe. Non potevo aprirle” per far nascere la bambina. Per questo Miriam non sa “se in futuro avrà bisogno di aiuto per camminare o no”… leggi il resto

 

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