Ida /2

Torniamo volentieri su questo film per la seconda volta – la prima recensione  nel precedente post a cura di Riccardo. b – perché non avevamo ancora visto questo autentico capolavoro di Pawel Pawlikowski. In una Polonia ottenebrata dal socialismo reale, resa ancor più soffocante dal bigottismo cattolico della patria di San Wojtyla, ma splendidamente rappresentata dall’irreprensibile fotografia in un bianco/nero d’antan. Anna, una giovane novizia in attesa di diventare suora in un convento, dove è stata depositata in tenera età orfana di padre e di madre durante la seconda guerra mondiale, poco prima di prendere i voti, viene invitata dalla madre superiora a recarsi a Varsavia a incontrare la sua unica parente conosciuta, sua zia Wanda, una single matura, atea e sin troppo disinvolta, che conduce, almeno agli occhi della novizia, una vita spregiudicata con la cicca sempre in bocca, la bottiglia a portata di mano e voglia di sesso. Ciò nonostante  porterà la nipote sulle tracce del destino  dei suoi genitori scomparsi. E da qui in poi è un susseguirsi di colpi di scena. Si scopre che i genitori di Anna erano ebrei e che Wanda la sanguinaria con un passato da giudice, ha mandato a morte diversi oppositori; che i genitori della novizia sono stati massacrati allo scopo di sottrarre loro la miserabile casa in cui vivevano; che Wanda, nonostante sia di fatto una puttana, spronerà sua nipote a provare a vivere, prima di sotterrarsi in un convento – “se non altro per dare valore al tuo sacrificio”. Ma Anna, ancora soggiogata dal fascino della clausura, ritorna nel convento portando con se la nostalgia di un giovane sassofonista intravisto nella hall di un albergo. Anna decide quindi di tornare a Varsavia, mentre Wanda si alza dal letto per andare a tuffarsi dalla finestra con la non chalance di una professionista. E la nipote, di nuovo  nell’appartamento della zia, entra subito nei panni di Wanda. Si agghinda, si infila i tacchi alti e fa l’amore con il bel sessafonista che le chiede di sposarlo e di avere una prole con i relativi problemi, fino alla fine dei loro giorni. Ma Anna non intravedendo nella proposta del bel giovane né nel pesante grigiore della Polonia di quei giorni, una valida alternativa di vita, ritorna a seppellirsi per sempre nel convento. Ottima la veristica performance di Agata Kulesza nei panni di Anna e di Agata Trzebuchowska in quelli di Wanda, impeccabili anche tutti gli altri attori.

Ida 2

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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