al di là del bene e del male /2

Ivan Pes, la mia maschera per questo carnevale

Ivan Pes, La mia maschera per questo carnevale

Riccardo. b il quale oltre che poeta è anche un gentil uomo, nel suo precedente post al di là del bene e del male, posseduto come sempre dalla sua vena romantica, de/crittando il supposto Galà di Carnevale a Villa Montalto, già residenza di Ugo Ojetti, localata in via del Salviatino, che dalla città morta di di Fi/renzi conduce alla mortifera Fiesole (verrebbe da dire Fi/e/soli ), s’è scordato alcuni dettagli che, come diciamo & ripetiamo volentieri, pur essendo talvolta più importanti dell’insieme, questa precisa volta altro non meriterebbero che la pietà dell’oblio, se non fosse per l’approssimazione, il pressappochismo, l’improvvisazione, il cattivo gusto, la cafoneria e l’assenza di una minima professionalità organizzativa di un Galà che sembrava rabberciato da gagà d’antan, del genere più vieto, con un buffet che faceva pena, annaffiato da bevande da paura per un pubblico per lo più babbionesco, con un batti/tore d’asta che sarebbe forse andato bene per svendere una partita di vuoti a perdere, invece che quadri d’artisti per la solidarietà, si fa ancora per dire, svenduti per pochi euro cada, che non coprivano nemmeno il costo delle tele o dei supporti, con la scusa della beneficenza per l’Associazione Tumori Toscana (ATT), che ci auguriamo abbia ricavato qualche beneficio non virtuale… almeno dalla lotteria a 10 eurocazzi a biglietto, condita con un gran finale di modelle, sempre per dire, che non abbiamo capito bene che cosa ci stessero a fare, dato che – vista & considerata la malaparata e ritirata l’opera di Diana Baylon offerta in malaficienza – eravamo troppo intenti a controllare che il pezzo non fosse stato danneggiato, per capire meglio cosa codeste supposte modelle, supposte che spesso lasciano il tempo che trovano, fossero davvero venute a fare & via discorrendo.

Ciò detto, il minimo che si poteva, aggiungiamo almeno una considerazione su quest’insistenza tutta italiota nel voler riproporre il carnevale d’antica tradizione, nell’attuale e tristo ex bel paesino che, con la mala/tempora che incorre, dovrebbe semmai celebrar una quaresima non stop 365 giorni o 366 (considerando i bisestili) & chi più ne ha più ne metta.

Per finire, vorremmo aggiungere che qualunque ri/ferimento al carnevale carioca, a cui abbiamo avuto in sorte di partecipare più volte, oltre che improprio sarebbe da considerarsi del tutto fuorviante.

Concludiamo con un aforisma di Ugo Ojetti – di qui la nostra intenzione di celebrarlo riportando nella sua lussuosa e decaduta magione un’opera di Diana Baylon che gli era amica – una puntura di zanzara prude meno quando sei riuscito a schiaccciarla… 

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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Una risposta a al di là del bene e del male /2

  1. aldoricci ha detto:

    la cosa più bella di quest’immagine è la variazione di grigi sullo sfondo… complimenti

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