buon carnevale

Gio McCluskey

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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5 risposte a buon carnevale

  1. Cbm Cybermotors ha detto:

    Carnevale… Avvenimento che mi riporta indietro di almeno vent’ anni…

    Era il lontano 1993 in un paesino sperduto della provincia di Sassari chiamato Ossi ( nome insolito e curioso per chi non lo sa ).

    Avevo 17 anni e come ogni ricorrenza anche nel mio paese si festeggiava il Carnevale, niente di paragonabile alle pompose quanto magnifiche manifestazioni di Viareggio… da noi, ognuno si arrangiava come poteva… c’ era chi si mascherava con la prima cosa che trovava, frugando quà e la per gli armadi combinando costumi improbabili e bizzarri, io ovviamente, dando retta alla mia solita stravaganza non potevo fare a meno di trovare la soluzione originale per non passare inosservato.
    Deciso a far bella figura con i miei compagni di sfilata mi fiondai in cartoleria a comprare della plastilina e dei colori acrilici.
    Passai diverso tempo davanti allo specchio ad appiccicarmi sul viso la pasta appena acquistata simulando tagli ed escoriazioni con tanto di rivoletti di sangue e lembi di pelle penzolante …insomma uno zombie in piena regola…effetto garantito, tanto che agli occhi di mia madre risultai disgustoso.
    La sfilata fu un successone, almeno per me, dato che tutti gli amici restarono meravigliati e mi fecero complimenti a non finire.

    Dalle nostre parti c’ è l’ usanza di concludere la festività con un bel falò, in pratica si costruisce un grosso pupazzo chiamato Re Giorgio con vestiti vecchi riempiti di fogli di giornali, paglia e quant’ altro serva a renderlo più realistico possibile…il ritocco finale “fondamentale” al fantoccio da bruciare è dotarlo di un grosso pene fatto con un tubo in pvc…più lungo possibile!
    Terminata la sfilata dopo un breve istante di pioggia, portammo il nostro Giorgio in un largo spiazzo in sabbia che qualche anno dopo sarebbe diventato l’ attuale campo sportivo e lo sistemammo su una sorta di croce per prepararlo al rogo.
    Il problema era che dopo aver piovuto il fantoccio risultava zuppo d’ acqua e di certo in quelle condizioni non sarebbe bruciato rovinando così la tradizione, se non che… a uno di noi, venne la brillante idea di andare al distributore di benzina e riempire un bidone da 5 litri.
    Detto fatto, ritornammo nel luogo del “sacrificio” e cominciammo a versare la benzina sopra il Re Giorgio svuotando quasi completamente il bidone lasciandone più o meno 4-5 dita al suo interno.
    L’ onore di appiccare il fuoco spettava al più anziano della compagnia che senza indugi prese un pezzo di carta, lo accese e lo lanciò contro il pupazzo che immediatamente con una vampata violenta prese fuoco illuminando la campagna circostante…
    Persi nell’ euforia del momento tutti ci avvicinammo al falò saltando e facendo cagnara senza che nessuno si accorgesse che il bidone, rimasto aperto con ancora della benzina al suo interno, era pericolosamente vicino al fuoco… in un attimo si scatenò la confusione più totale quando un tizzone ardente colpi il bidone e lo fece incendiare.
    Fu in quel momento che sempre il più anziano del gruppo, probabilmente preso da un improvviso raptus di follia, diede un calcio alla tanica facendola volare in aria come se fosse un pallone da calcio.
    In pochi istanti tutti si misero a correre in tutte le direzioni, allontanandosi precipitosamente da quella che era diventata una palla di fuoco volante… anche io mi misi a correre verso un luogo sicuro, ma prima che potessi accorgermene, improvvisamente mi ritrovai avvolto dalle fiamme… nel più totale disorientamento.
    Non ricordo quanto durò ma di certo quei secondi sembravano interminabili e preso dal panico continuai a correre senza una direzione precisa.
    MI accorsi che era tutto finito solo nel momento in cui due dei miei amici riuscirono a raggiungermi e avvolgermi immediatamente con un grosso capottone così da estinguere le fiamme che ormai avevano rovinosamente bruciato i capelli, i vestiti e la pelle.
    Tornai a casa accompagnato da loro… per me non sembrava grave anche perchè non sentivo alcun dolore… solo nel momento in cui vidi il volto di mia madre shoccata, farsi pallido, capii che probabilmente l’ avevo fatta grossa e che la situazione era più grave di quanto mi aspettassi.
    Senza pensarci un attimo, si mise un giubbotto e di corsa andammo al pronto soccorso.
    Referto medico : un vero bollettino di guerra! Ustioni di secondo e terzo grado sul 60 % del volto e un’ intera settimana al reparto ustionati dell Civile Di Sassari.
    La cosa però non finì qui: Uscito dall’ ospedale la mia vita era cambiata radicalmente …e tutto per un momento di follia… non riuscivo più a guardarmi nello specchio e per 3 mesi andare a scuola diventò un tormento, tutti mi guardavano, e non certo per la mia bellezza… tanto che mi lasciai andare alla depressione.
    Passai quasi tutta la primavera chiuso in casa con il terrore di guardarmi allo specchio e evitando di affacciarmi all’ uscio della porta della mia stanza, disperato e rassegnato a dover convivere per il resto della vita con quelle cicatrici…ormai mi sentivo finito, fino a quando un’ amica di mia madre, saputo dell’ accaduto, venne a casa per farmi visita e per parlarmi della possibilità di rimettere a posto il viso.
    Mi raccontò di una vecchia signora vicino a Tempio Pausania (OT) che era diventata famosa per aver scoperto un unguento segreto fatto di erbe che quasi aveva del miracoloso, li per li non credetti nemmeno a una parola ma poi, dopo essermi informato venni a conoscenza che anche Niky Lauda (campione di F1) era stato da lei ottenendo risultati eccellenti, tanto che il pilota voleva pagarla profumatamente per avere questa pozione…ma lei rifiutò l’ offerta promettendogli di curarlo gratuitamente solo se fosse andato a casa sua e senza fare troppe domande.
    Decisi di provare, anche perchè ormai avevo poco da perdere e fu così che andai a Tempio per incontrare questa signora … c’ erano persone che giungevano da ogni parte della Sardegna sedute nel giardino, tutte con cicatrici e ustioni, li ad aspettare il loro turno come me…
    MI aspettavo riti magici e chissà cos’ altro, invece senza troppi complimenti arrivò, non spiccicò parola e con un pennellino sparse una sorta di olio puzzolente la dove avevo le cicatrici… disse solo di non lavarmi il viso per una settimana e di evitare assolutamente di prendere il sole, detto questo si voltò di spalle e se ne andò senza salutare…
    Tornai a casa e feci come mi fu ordinato, nei punti in cui aveva passato l’ unguento segreto cominciarono a comparire delle bruciature dolorose che col tempo diventarono delle croste nerastre e grosse, dopo circa sette giorni si staccarono lasciando al loro posto una pelle rosa, sottile e liscia come quella di un bimbo… con gran sorpresa le cicatrici erano quasi miracolosamente scomparse e solo in alcuni punti si poteva notare ancora qualche leggera anomalia… ricrescettero perfino i capelli !!!

    Insomma ! … al contrario di quanto mi aspettassi la mia faccia tornò ad essere normale e nonostante non rividi più quella signora così scorbutica e antipatica, ancora oggi, non finirò mai di ringraziarla…

    Morale della storia … Carnevale Si… Ma con prudenza!

  2. Susan ha detto:

    — C i t r i c l y G o r g e o u s !!!!! —

    • aldoricci ha detto:

      Ivan, tieni presente che un post ha una tenuta massima di 4500 caratteri… lo so perché ogni volta che oltrepasso questo limite… la redazione de il Fatto mi fa tagliare… e hanno ragione perché che legge un testo sul computer… di più non riesce a leggere… a buon intenditor…

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