generally speaking

Tano Festa non si piegò al dominio dell’utile e al mercato dell’arte, condusse una vita randagia fatta di sofferenza e dettata da un sentimento d’insufficienza ontologica; lo stesso raggelante sentimento si cela dietro alle finestre e alle porte chiuse raffigurate nei suoi lavori o dietro all’eterna luce che si offre in quelle aperte (e che prelude alla caduta), oppure nei volti deformati dei suoi ultimi dipinti (“divorati dai cancri del cuore”, come avrebbe detto Baudelaire) che anticipano il disfacimento d’ogni cosa” – from Tempus Edax Rerum > Mario Pischedda

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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