Shoah, contro il Giorno della Memoria

from il Fatto Quotidiano

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Contro il giorno della memoria è un pamphlet di Elena Loewental edito da Add, che Furio Colombo su il Fatto del 24 gennaio scorso, sintetizza così:

Un bel giorno le istituzioni hanno un figlio e quel figlio è il Giorno della Memoria… retorico, noioso, ripetitivo, ricattatorio, ansioso di novità e spettacolo“.

Ma “la Loewental non tocca mai, nell’analisi della genesi del Giorno della Memoria – prosegue Colombo – quello che per me è stato un presupposto fondativo: cioé che la Shoah è un crimine italiano (…) che può avvenire a due passi dal Vaticano, senza che nessuno, o quasi, dica nulla“.

Nella prefazione che feci a The Italians and the Holocaust: Persecution, Rescue and Survival di Susan Zuccotti ( 1987, Nebraska University Press) – precisa Colombo – parlavo del rovesciamento che si è verificato nella cultura italiana, che a lungo ha celebrato la Resistenza ignorando la Shoah“.

Silvia Truzzi sempre su il Fatto conferma: ” in Contro il giorno della memoria la Loewental parla della ‘rimozione del lato scuro che stava dietro al lieto fine’ e spiega che ‘ancora negli anni settanta, la celebrazione della memoria aveva per oggetto quasi esclusivo la Resistenza’ (…) rammento che i discorsi del 25 aprile, disegnavano immancabilmente l’8 settembre come un momento di scelta collettiva, del ‘tutti in montagna’ e l’Italia come un paese altro, dove quasi nessun era stato fascista. Finita la guerra, abbiamo semplicemente finto di averla vinta“.

Che è poi uno dei tanti perché gli italiani si disprezzano, come arguta/mente Sergio Romano nel suo sintetico ma lucido Finis Italiae (Vanni Scheiwiller ed., 1994)

Fatto confermato dal grande storico liberale Rosario Romeo: “La Resistenza opera di pochi, è stata usata da tanti per evitare di fare i conti con il proprio passato“.

Revisionismo e rimozione che – continua la Truzzi – sono soprattutto serviti per avvalorare, con David Bidussa, il mito degli italiani brava gente. E a dimenticare che nel passaggio alla Repubblica, una larghissima parte della classe dirigente ha mantenuto il posto che ricopriva durante il Ventennio. Abbiamo attribuito alla Resistenza il compito di esentarci dalle responsabilità del Fascismo, persino a coloro che alla Resistenza non avevano partecipato: la famosa ‘zona grigia’ di cui parla Enzo Forcella. La mancanza di epurazioni, è dipesa molto dall’amnistia di Togliatti…”.

E’ stato un tentativo di far passare gli italiani per un popolo buono, ‘brava gente’ appunto, sempre e da subito dalla parte giusta (…) – prosegue Colombo – ma senza la partecipazione italiana – formale: le leggi razziali introdotte nel 1939, e materiale: gli arresti – la persecuzione non sarebbe potuta avvenire“.

Ci si poteva ribellare ai tedeschi?” – domanda Colombo prima di concludere – “Lo dimostra l’esempio Bulgaro. Il Re bulgaro era un Savoia (…) e le leggi razziali italiane furono mandate, per essere adottate, la Parlamento Bulgaro (…) che immediatamente dichiarò: non faremo mai una cosa del genere ai cittadini ebrei bulgari. Questo ci dice che avrebbe potuto non esserci una simbiosi di necessità tra Fascismo e razzismo“, che invece “c’è stata per volontà del regime italiano” con il più o meno tacito avvallo della stragrande maggioranza del popolo italiota.

Naturalmente ci furono anche pochi, davvero pochi, che a loro rischio e pericolo segretamente si opposero, nascondendo o addirittura organizzando la sottrazione degli ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio nazi-fascista. Come fece anche mia nonna Maria Marchi Ricci la quale – in/trattenendo il comandante SS nella sua casa fiesolana, requisita dal comando delle SS – consentiva ad alcuni ebrei di transitare lungo un passaggio segreto, nel tentativo di sottrarsi dalla più immonda soppressione di massa che la Storia ricordi o non.

Ragioni queste come molte altre – per esempio quella riferita a mio padre Pier Nicola torturato a Villa Triste – che nonostante tutto, mi inducono ancora a schierarmi dalla parte di Israele e quindi del loro non ancora dispensabile protettore statunitense. Punto

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Una risposta a Shoah, contro il Giorno della Memoria

  1. Susan ha detto:

    — Dreadful Historical Injustices — ,
    — My Heart Goes Out to Your Family — :-(

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