scrittura o letteratura? /2

 La pelliccia / seconda puntata

La Signora Steinmetz quasi svenne. Non solo per il freddo siderale o per la sua dieta a base di minestrine. Pensò che stavano per essere esaudite le sue preghiere. Aveva ricevuto una visita dalla fatina del visone. Un eccentrico miliardario voleva regalarle una pelliccia.

“Oh, sì. Oh, mi piacerebbe tanto, Signore.

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“Allora forse posso soddisfare il suo desiderio,” disse l’uomo. “Venga, salga in macchina, la prego. Andiamo a fare un giro.”

La cabina della macchinona era piacevolmente riscaldata. Profumava di ottimo tabacco e acqua di colonia. L’autista indossava una livrea blu notte e un berretto con la visiera di vernice. La Signora Steinmetz lo scambiò per un attimo per un poliziotto. L’uomo che l’aveva invitata a salire invece indossava lo smoking. I bottoni della sua camicia sfavillavano come diamanti nel riverbero della luce dei lampioni che entrava dai finestrini.

“Andiamo, Jim,” disse l’uomo. “Portaci verso nord. Molto verso nord. Completamente a nord.”

La macchinona scivolò via dolcemente, senza scossoni, quasi senza rumore. L’autista sembrava comandare i semafori. Al loro passaggio diventavano verdi in modo da farli slittare avanti senza fermarsi mai.

“Gradirebbe un drinkino, signorina? Purtroppo posso offrirle solo del rum. Ma si tratta di un rum maledettamente buono.”

“Oh, sì, per favore, Signore. Ho ancora così freddo. Ne berrei volentieri un goccino.”

La caraffa scintillava come un diamante gigantesco, e anche il bicchierone che l’uomo riempì con un liquore scuro e aromatico.

“Non si vuol levare il…cappotto? Si troverebbe molto più a suo agio. Prego, lasci che l’aiuti.”

La Signora Steinmetz arrossì violentemente. Sotto il vestitino non portava il reggiseno. Uno dei suoi enormi reggiseni era ancora appeso ad asciugare nella cabina della doccia, l’altro aveva tutti gli elastici rotti. Al lavoro, la Signora Steinmetz portava un grembiule. Ora non ce l’aveva, il grembiule, e uno sconosciuto straricco la stava aiutando a togliersi il cappotto. Quando si inchinò in avanti le sue tettone inondarono l’abitacolo. I suoi capezzoli irrigiditi dal freddo si intuivano sotto il tessuto del vestitino leggero.

“O mio fottuto dio,” disse l’uomo. “Cioè, volevo dire, mi scusi, signorina, ma Lei ha dei seni così grandi e belli. Estremamente belli. E grandi.”

La Signora Steinmetz cercò inutilmente di coprirsi i seni con le mani. Aveva le dita lunghe e affusolate. “Ehm, grazie, Signore. Ma…dove stiamo andando? Credevo che…” – Matthew Licht, da La Pelliccia in Blues x adulti (copyright 2007)

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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