lettere aperte /3

by Mario Luther Blisset

from Mario Luther Blisset

Jana Cerna figlia di Milena, la donna amata da Kafka, così scriveva al suo amante:”Perché non posso scopare con Te usando tutte le parole volgari e morbose che conosciamo, parole che ti riempiono la bocca, per poi prenderci con pudore e, quasi timidamente, e poi subito dopo cominciare a sghignazzare a tutto spiano fino a intruppare l’uno nell’altra tra risa convulse, con le pance e coi culi? Perche non siamo distesi su un fianco uno accanto all’altra e non ci lecchiamo a vicenda concentrati ognuno sul proprio orgasmo e sull’orgasmo dell’altro? Perché non sento il Tuo «aspetta» quando ho il Tuo uccello in bocca e perché non posso deridere questa taccagneria di sperma e di orgasmi e non appena schizzi dimostrarTi che è un risparmio più che insensato?Perché non posso leccarTi tutto, stanco e quasi ormai impotente, leccarTi e arraparTi durante un bocchino lungo un’ora, infinito e spossante? Perché non ti vedo la mattina scendere dal letto e perché non posso lasciarTi scendere illudendoti che mi sono riaddormentata, sorprenderti nudo mentre ti gratti il culo e tranquillo ti appresti a vestirTi, lasciare che Tu ti metta addosso qualche assurdità come le mutande e i calzini e poi saltarTi addosso, strapparteli di dosso e fotterti per terra con tale veemenza che Ti passa la voglia di bardarTi di nuovo. E poi eccitarti e poi fare finta che non ho più voglia di scopare, sollazzarTi l’uccello e spidocchiarti tra i coglioni, leccarti un po’ e guardare con distacco come Ti si rizza l’uccello, per un attimo farTi provare tutto, dall’arrapamento fino all’insistenza quasi da mendicante, tirarTi con la stessa espressione per la barba e per l’uccello e soffiarTi nei coglioni nel modo più arrapante di cui sono capace, fino a farTi incazzare al punto da sbattermi il culo e ficcarmi l’uccello dove capita, in bocca, tra le tette, al culo, nella fica e schizzarmi infine tutta da capo a piedi così che non mi resti altro da fare che andare di corsa a lavarmi? Perché dopo, nuda, non faccio con Te, nudo, una colazione opulenta e nutriente sventolando le tette sopra il padellino con le uova, perché non ci consigliamo l’un l’altra su come migliorare ciò che cuciniamo insieme e non mangiamo comodamente sbracati uno accanto all’altra, non assaporiamo con gusto quanto abbiamo cucinato bene e non puliamo col pane la padella ognuno da una parte, perché non stiamo poi distesi vicini, sazi e soddisfatti fino a grugnire, non ci teniamo per mano e non chiacchieriamo, non scopiamo poi di nuovo, questa volta con normalità così assoluta che ci è quasi estranea, io di sotto con le gambe alzate e Tu sopra di me al ritmo regolare di una posizione angelica nella quale è possibile baciarsi e l’unica perversione è la perversione delle lingue che si toccano, uno scopare che dura a lungo, ma non è faticoso e nel quale c’è la vicinanza più palpabile e più grande, uno scopare il cui ritmo è a tratti interrotto dalla quiete affinché il culmine venga rimandato di un altro istante, e non si tratta di parsimonia e la cosa avviene con l’accordo naturale di entrambi, uno scopare nel quale ci tocchiamo coi corpi così a lungo fino ad appiccicarci e lo spazio tra noi due è così esiguo che non riusciamo neanche a infilarci una mano e a carezzarci, uno scopare nel quale si insinua un po’ di convulsione solo poco prima di giungere al vero e proprio culmine. E perché poi non stiamo distesi vicini con gli occhi fissi al soffitto e quasi senza pensieri, oppure coi pensieri che se ne vanno da qualche parte lontano da qui, non perché non vogliamo pensare a noi, ma perché si confondono con la stanchezza del dormiveglia. Perché non stiamo appunto così stesi vicini, questo vorrei proprio saperlo e se qualcuno me lo spiega allora mi fa un piacere, perché io per ora non riesco a spiegarmelo, visto che sono bagnata e arrapata e Ti voglio, ora subito e immediatamente e probabilmente non sono disponibile a nessun tipo di spiegazione. Appena mi muovo, qui si sente l’odore della mia fica lontano un miglio e dovrei ascoltare delle spiegazioni? Ci mancherebbe altro! Potrei menarmi la fica da sola, ma io non voglio menarmi la fica da sola, io voglio Te e le Tue dita e non le mie, voglio la Tua lingua e il Tuo uccello, e da quel desiderio le mie dita non riusciranno certo a liberarmi” – Jana Cerna (from Riccardo. b)
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Informazioni su aldoricci

"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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Una risposta a lettere aperte /3

  1. Alfa Omega ha detto:

    senza fiato… di fronte a queste invocazioni ad alto voltaggio che ustionano la pelle e non solo…

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