stato dell’arte /4

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Baudrillard / Icona e sparizione dell’arte

Le nostre immagini sono come le icone. […] Le icone non sono arte, non sono oggetti estetici. Sono oggetti rituali e il cui uso è rituale. Propongo quindi di considerare tutta la nostra arte, la nostra pittura contemporanea come un insieme rituale ad uso rituale, senza altra considerazione che la funzione antropologica e senza alcun riferimento a un giudizio estetico (l’uso mercantile e speculativo, ben inteso, esso pure fa parte del rituale). Visione transestetica che può risparmiarci molte disillusioni estetiche.

[…] Si potrebbe anche dire che la vampata pubblicitaria, mediatica, speculativa dell’arte, è direttamente legata all’impossibilità di un giudizio estetico. In assenza di giudizio di valore è il valore che prende fuoco. Si può esserne scandalizzati, ma questo non cambia niente. Non c’è niente di immorale qui. Come l’arte attuale è al di là del bello e del brutto, così il mercato è al di là del bene e del male

[…] L’arte è travestita dall’idea. L’idea è travestita dall’arte. Tutta l’arte moderna è astratta in questo senso, che è attraversata dall’idea molto più che da un’ispirazione delle forme e delle sostanze. Tutta l’arte moderna è concettuale in questo senso, che ciò che feticizza nell’opera è il concetto, lo stereotipo e il modello cerebrale dell’arte – così come ciò che è feticizzato nella merce non è affatto il valore reale ma lo steretipo del valore.

Votata al feticismo decorativo e all’idea, l’arte non ha più autonomia. E secondo questa prospettiva si può dire che l’epoca è da ora impegnata in una direzione che sfocia necessariamente nella sparizione totale dell’arte come attività specifica. Una direzione che implica forse il suo ritorno alla pura tecnica e al savoir-faire, all’industria nel senso letterale del termine, o all’artigiano rituale. L’arte in quanto tale sarà forse stato solo una parentesi nella storia dell’umanità, e conviene prevederle un’occultazione prolungata per una nuova era la cui durata è imprevedibile.” – Jean Baudrillard, La sparizione dell’arte, Politi Editore, Milano 1995, pp. 39, 41 (from Loris dalla Nora)

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2 risposte a stato dell’arte /4

  1. riccardo.b ha detto:

    Ho sempre lodato la sparizione dell’arte come attività specifica…con buona pace…di tutti quelli che si s/fregiano della parola artista…veramente troppi a spartirsi la torta del circo barnum delle occasioni…nessun nome di questo inizio secolo rimarrà nella buco nero della storia dell’arte…questo è bene.

  2. Cbm Cybermotors ha detto:

    Sono completamente d’ accordo…
    ripropongo una frase che spesso è circolata su questo blog :
    “L’ arte è diventata vuoto a perdere”

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