lettere aperte /2

Mario Pischedda self /MP’s archive

“Mario non so se dirti grazie o addio.
 Grazie e addio in fondo possono legarsi insieme in diversi giri di valzer:
– grazie addio ti ho incontrato e non ti mollo
– addio, grazie. è stato bello fintanto che è durato
– grazie. Addio alla prossima
– grazie e addio per sempre
Se tu fossi ancora qui, i miei grazie e i miei addio si leverebbero ogni giorno altissimi a celebrare la bellezza, l’ordine e la compiutezza del cosmo con te dentro.
Ora che non ci sei più questo posto è caos. Caos vuoto e lento. Stagnante.
A noi che siamo rimasti non resta che proseguire, fino a rimanere bloccati dal petto in giù dal fango limaccioso di questo fiume straripante che è la vita. Al centro del fiume ci fermeremo ad aspettare la fine. Ci mancherà la tua capacità di scivolare sdruccioli sulla buccia di banana dell’aurea mediocrità, che salva.
Compassati in solenni pose alfieriane sfideremo la sorte e il fango. Con il dito eretto giudicheremo, valuteremo, pianificheremo.
E moriremo, senza scegliere, solo perché ci mancherà il respiro.
Che tragedia tragica…..
Tu invece hai scelto. E non una fine qualsiasi.
Tra tutte le morti più eroiche scegliesti quella più vana e insulsa che passa per la gola.
Ingordo e senza propiziatori riti di purificazione ti avventasti sui semi di basilico e sul cioccolato caucasico che l’anonima fan ti aveva inviato… preso dall’ansia di possedere, dimenticasti la tua impotentia coeundi e quello che non fece l’estragolo della pianta che da i natali al velenoso basilisco, lo procurò la foga con cui ingeristi la tavoletta di teobromina kazaka.
Un cock-tail fluido di oli aromatici ti impastò la lingua fino a scivolarti in gola… e l’epiglottide, che in questi anni non hai allenato abbastanza perché hai sempre preferito i giochi di mano a quelli di bocca, investita dal climax inatteso e fulgido di colori triangolari, spalancò all’onda le vie aeree…seguì un’orribile enfiagione del corpo, il ventre rotondeggiò come una grossa botte e la morte paralizzò il tuo volto in una smorfia eterna, passando per la gola… ianua ad ventrem omnipotentem. AMEN
Tu che hai sempre accolto nel tuo grembo tutti i pianti, i detriti, i rigurgiti e le immonde defecazioni delle creature dell’acquario restando puro nella tua “ingenuity”, questa volta amico mio ci sei rimasto….non ti ha ucciso l’ulcera cacasangue, ma come direbbe Rabelais “il fuoco fino di riccaracca, sottile come pel di vacca, tutto rinforzato d’argento vivo”, entrandoti su per il culo della bocca….

Su quale superficie ora andrò a specchiarmi?

Mario il mio amore per te è rimasto inconsumato, un corpo vissuto senza vizio.
Alla tua famiglia chiederò le ossa del tuo cranio, le deporrò in un letto soffice di terriccio e in quest’alcova silente ma ancora fertile del tuo estro creativo, coltiverò gli ultimi semi di basilico viola che mi sono rimasti, quelli che non sei riuscito a ingerire.
My shadow is now your widow. Forever.

————–
Aer Necrofila /Io su per quel buco ci infilerei un dito/
e poi una mano/
e poi un polso/
up and down
Bac(k)h and Fort(h)/
toccata e fuga/
della
noia” – from Doglianza per la morte di Boccaperta by Celeste Brioschi / Crocodile Fist – all rights reserved – photo Mario Pischedda / sound truck Toccata e Fuga by Johann Sebastian Bach

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"Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!" (Robert Mitchum)
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3 risposte a lettere aperte /2

  1. celeste brioschi ha detto:

    Ho scritto questo coccodrillo per il mio adorato SuperMario l’anno scorso di ritorno da un lungo viaggio caucasico.
    Al mio paladino inviai doni di teobromina kazaka e semi di basilico viola azzero.
    Mario ricevette il pacco e invece di piantarli, mangiò i semi.
    Non lo sentì per qualche giorno.
    Temetti la sua morte e per esorcizzare il dolore scrissi questo lamento straziante.
    Poi ricevetti la foto e quel foro nel cranio accese le mie fantasie.
    Briowskaia covava nell’ombra e Mario l’ha nutrita per lunghi mesi, sempre sdrucciolo sulla buccia di banana del wall polifemico…fino a novembre,… quando la belva si è svegliata.
    E’ una storia vera.

  2. riccardo.b ha detto:

    Dal fondo di una foto di giornale…il morto mi parlava…anatomia del pollo…disperata ragione…l’analisi cadaverica dimostrava l’uccisione avvenuta precedentemente al colpo di pistola sul cranio…a piccoli colpi di bastone.

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