Ma la sfida, prosegue Jean Baudrillard, non è dialettica, non è uno scontro tra un polo e l’altro, ma un processo di dispersione violenta da parte di colui che lancia la sfida, la quale abbandona ogni posizione contrattuale che possa dar luogo a un rapporto. La logica non è più quella dello scambio di valore, ma dell’abbandono delle posizioni di valore e delle posizioni di senso. Il protagonista della sfida è sempre in una posizione di suicidio, ma di un suicidio trionfale: tramite la distruzione di valore e la distruzione di senso, costringe l’altro a una risposta mai equivalente, perché gioca sempre al rialzo. Quindi la sfida è lanciata da chi non ha senso, non ha nome, non ha identità a chi invece si avvale di un senso, di un nome, di un’identità – è la sfida al senso, al potere, alla verità di esistere come tali, di pretendere di esistere come tali.
Il motto che meglio sintetizza il mio about me lo ricavo da una battuta di Robert Mitchum: “Io gioco pulito ragazzi, ma se vi scopro a barare, vi porto via anche le mutande, e poi vi sparo nel culo!”.
Il che ben raffigura sia il mio giocar pulito che il mio rompere il culo ogni qualvolta qualcuno mostri d’aver barato. Se guardo al lungo corso della mia vita, devo riconoscere d’aver quasi sempre raccolto le sfide che mi son trovato davanti e quindi d’esser spesso riuscito, pagando gli inevitabili costi, a rompere con poca pietà & misericordia, chiappe diverse e talvolta anche grosse e importanti q.b. – quanto basta per raccogliere il coraggio necessario per affrontarli.
Tornando alla chiarezza d’esposizione di Baudrillard circa i lanciatori suicidi di quel tipo di sfide che costringono lo sfidato a risposte equivalenti, nei casi in cui ci si trovi di fronte a persone non in grado di intendere & volere, o a persone affette da handicap mentali e/o fisici, può scattare una sorta di sentimento di pietas automatica che, trattenendoci dall’applicare contromisure adeguate, comportano l’inibizione del diritto alla difesa, consentendo a chi ha lanciato la sfida di farla franca, nonché danni del tutto gratuiti perché non meritati, a carico di chi la sfida s’è ritrovato obtorto collo a dover accettare.
Comportamenti misericordiosi e relative conseguenze, saranno al centro di una breve non-fiction story titolata La sfida, di prossima uscita sulle pagine di questo stesso blog.



